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I variegati sapori della solidarietà

Zighinì, encilada, quinoa. Sono due giorni che mi capita di mangiare cose buonissime. E pazienza se non riesco più a fare la spesa e il mio frigo è completamente vuoto. Sul treno della Fiom, il viaggio verso Roma, è stata una festa: ho mangiato la torta di mele più buona della mia vita. E se lo dico io che sono il re dei golosi, che davanti a un dolce non riesco a fermarmi, è davvero un complimento. Ma c’era di tutto: teglie di lasagne, torte salate, perfino termos di negroni sbagliato. C’erano famiglie intere, su quel treno, mariti, mogli e bambini; e chi non è venuto ha mandato le cose buone preparate a casa, perché le ore del viaggio fossero, appunto, una festa. Era come se un pezzo di società di fosse ricomposta. Ma ha fatto venire in mente, di nuovo, il Quarto Stato: cittadini in marcia verso un futuro migliore.
Ma è anche il banchetto di ieri, alla Casa della Carità, quello che voglio raccontare. (altro…)

Quando la civiltà si specchia in un naviglio

Siete mai stati a Villa Pallavicini? Se no, dovete andarci per forza. Il posto è incredibile: una villa dall’atmosfera antica, con le colonne, il giardino e l’acqua della Martesana che scorre davanti. Quattordici anni fa, Maresa e Emanuela, stanche di vedere un cartello “affittasi” e il degrado che avanzava, hanno messo in piedi il progetto dell’associazione culturale di promozione sociale Villa Pallavicini e il risultato è questo qui. Un luogo dove si fanno mille iniziative e dove la gente riesce a incontrarsi, parlare, mangiare qualcosa, divertirsi insieme. Sono fortunato: per far sembrare il posto incantato, giovedì gli organizzatori hanno pensato anche a far spuntare la luna piena!
La sala dove ho incontrato le persone che vogliono costruire il Comitato della Zona 2, sembra il salotto di casa di una vecchia zia, mancano solo i plaid sulle poltrone. Ci sono molti giovani, coinvolti in questa campagna; stasera per la prima volta l’età del pubblico è più o meno la mia e i temi che mettono sul tappeto sono impegnativi. Qua dietro c’è il campo rom di via Idro e siamo a due passi via Padova. Qui le persone parlano di questioni che vivono sulla loro pelle, eppure mi chiedono: come contrastare la cultura leghista che ci ha imbarbarito? (altro…)

Gli occhi dei bimbi….

Amir, otto anni, detto al giornalista che va a vedere cosa succede al campo rom del Triboniano: <Ma se ci sgomberano, cambiamo anche classe?>.Penso ai nostri bambini che a scuola non hanno nessuna voglia di andare e penso con angoscia a questi che solo a scuola trovano un riparo dalla pioggia, il riscaldamento, il gabinetto.
E penso che la frase del Cardinale Martini – <chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figlio della casa dei doveri> – dovrebbe essere un monito per tutti.