Ma tu pensa in che tempi viviamo. Ieri, cimitero maggiore, cerimonia al campo della Gloria per ricordare gli italiani che hanno perso la vita per tirare fuori il paese dalla dittatura. Faccio parte del direttivo dell’Anpi, ed è uno dei ruoli che ritengo più importanti: la memoria deve passare il testimone, non si può consentire che il tempo che passa cancelli la pagina fondante della nostra storia. Doveva venire con me Nori Pesce, la moglie di Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza, che poi si chiama Onorina Brambilla. Nori è la rappresentazione fisica di quello che è stato: aveva vent’anni quando era una staffetta partigiana; è stata arrestata, torturata nel carcere di Monza e internata nel campo di concentramento di Bolzano. Una storia incredibile, la prova di un coraggio e di una rettitudine che sono un esempio per tutti noi. Da quando aveva vent’anni, non ha mai smesso di lottare per una società migliore: adesso la sua ultima battaglia è accanto a me. Dice che sarei il miglior sindaco per Milano. E invita tutti ad andare a votare alle primarie, domenica 14. (continua…)