Archives for posts with tag: Zona 2

Cotolette e frittata

Se c’è una colpa che posso dare a mia madre è quella di non avermi insegnato a mangiare di tutto. A casa mia, da bambino, c’erano sempre o cotolette o frittata, gli unici piatti che la mamma – eravamo sette figli! – preparava per noi. Così la verdura, ad esempio, non l’ho mai mangiata. E’ un blocco di principio, più che di fatto. Perché, per esempio, la parmigiana mi piace da morire, ma non chiedetemi se voglio un contorno di melanzane, risponderei subito di no. Eppure ieri sera, al Tempio d’oro, là dove la zona 2 ha organizzato per me una cena elettorale, ho capito che col tempo si migliora. Che ricordi, in quella trattoria di via delle Leghe. Era la sede dell’associazione Italia-Nicaragua e una volta, quando io ero ragazzo, c’era Renato; adesso ha passato il testimone a suo figlio Maurizio. Che aveva sette anni, mi ha detto, quando io ero spesso là. Dunque, ieri sera, mi ha servito: caponata siciliana, un sigaro filippino con un ripieno di cavolo cappuccio e carote, brick tunisino che è una sfoglia di acqua e farina ripiena di patate, prezzemolo e cumino. Ho mangiato tutto, e che piacere. Ma giuro che se me lo avessero detto prima, non mai avrei creduto di gustare del cavolo e delle carote. (altro…)

Quando la civiltà si specchia in un naviglio

Siete mai stati a Villa Pallavicini? Se no, dovete andarci per forza. Il posto è incredibile: una villa dall’atmosfera antica, con le colonne, il giardino e l’acqua della Martesana che scorre davanti. Quattordici anni fa, Maresa e Emanuela, stanche di vedere un cartello “affittasi” e il degrado che avanzava, hanno messo in piedi il progetto dell’associazione culturale di promozione sociale Villa Pallavicini e il risultato è questo qui. Un luogo dove si fanno mille iniziative e dove la gente riesce a incontrarsi, parlare, mangiare qualcosa, divertirsi insieme. Sono fortunato: per far sembrare il posto incantato, giovedì gli organizzatori hanno pensato anche a far spuntare la luna piena!
La sala dove ho incontrato le persone che vogliono costruire il Comitato della Zona 2, sembra il salotto di casa di una vecchia zia, mancano solo i plaid sulle poltrone. Ci sono molti giovani, coinvolti in questa campagna; stasera per la prima volta l’età del pubblico è più o meno la mia e i temi che mettono sul tappeto sono impegnativi. Qua dietro c’è il campo rom di via Idro e siamo a due passi via Padova. Qui le persone parlano di questioni che vivono sulla loro pelle, eppure mi chiedono: come contrastare la cultura leghista che ci ha imbarbarito? (altro…)

Dove vivono le avanguardie…

Sono andato in un posto che sconfessa le certezze dei libri di storia, un posto dove la Liberazione è arrivata il 24 di aprile, non il 25! Avevano così tanta fretta, a Niguarda, che sono insorti un giorno prima, e che un giorno prima hanno cominciato a costruire la democrazia. Un poco si vede: il circolo dove ho incontrato il comitato della zona 9  si chiama la Casa di Alex e sembra una vecchia osteria di paese, con la sala da ballo, il giardinetto, lo spazio, insomma, per trovarsi e fare insieme qualcosa. Ai primi del ‘900, quando una coooperativa – la Prato Centenaro – ha costruito i palazzi, ci abitavano gli operai della Pirelli, della Face Standard, della Carlo Erba. Passo dopo passo, con fatica e con sacrificio, riuscivano a costruirsi un futuro. La certezza del lavoro voleva dire poter pensare alla casa, a far studiare i figli. Soprattutto voleva dire poter guardare con fiducia alla vita. Con le loro mani, quelli della cooperativa, hanno tirato su questo circolo, che fino a pochi anni fa si chiamava circolo Ancora e che è sempre stato il posto del tempo libero, della socialità. (altro…)