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La pizzata

Da quanto tempo non partecipavo a una pizzata? Sì, me lo ricordo: da quando, insieme ai miei amici,  andavo ad assistere alle partite di mini basket dei loro figli.  La nostra squadra era la Tumminelli, la divisa era blù e bianca, noi eravamo un gruppo di supporter scatenati. Ogni domenica in trasferta, a seguire le partite del campionato da una palestra all’altra di Milano, a tifare con cori che sarebbero andati bene anche allo stadio. Poi si andava tutti insieme in pizzeria. Non mi pare vero che molti di quei ragazzi, adesso, lavorino per la mia campagna elettorale. Lo dico per dare la misura del tempo che è passato ma anche perché mi pare bello che certi rapporti si siano così consolidati. Insieme a me ci sono loro e anche i loro genitori, come se si fossero saldate due generazioni. Ieri sera la pizzata era al Luna Rossa, sui Navigli. Rita ha invitato il comitato di zona 6, altri hanno pensato di allargare la chiamata a zona 1. (altro…)

Un sabato di fuoco sotto l’acqua

Non sono metereopatico, però forse un po’ sì, e tutta quell’acqua mi ha messo di malumore. Intanto, mi ha costretto a cambiare programmi e questa è una cosa che mi fa imbestialire: non sopporto di prendere degli impegni e poi non rispettarli. Così, quando ero già in macchina per andare al mercato di piazza Prealpi e mi hanno telefonato per dirmi di lasciar perdere, ché sotto il diluvio non c’era praticamente mercato, ho capito che la giornata si metteva un pò storta. Incontrare le persone, parlare con loro, raccogliere i loro suggerimenti dopo aver conosciuto i loro problemi, è la parte di campagna elettorale che mi piace di più. Preferisco il contatto con le donne, gli uomini in carne ed ossa, che il dibattito astratto.
Il terzo caffé l’ho preso in un bar di via Fara, vicino alla fermata Sondrio della metropolitana, quella allagata perchè a Milano in fretta si costruiscono solo i grattacieli, e che il Seveso metta pure in ginocchio i quartieri.
Poi è stato il frullatore, con dibattiti a quattro con gli altri candidati alle primarie.
Quello che mi è rimasto più impresso, però, è quello che ho visto in via Odazio. Tra un confronto e l’altro ho raggiunto il comitato di quartiere di zona 6 che aveva organizzato la lettura della Costituzione in piazza. Mancava Cerruti Gino, ma l’atmosfera era quella autentica del Giambellino raccontata da Gaber nella sua indimenticabile ballata. (altro…)