Quanto manca? Mi capita di guardare il calendario e di rivedere, come fosse una moviola, i miei ultimi quattro mesi. Mesi pieni, entusiasmanti, faticosi. Adesso manca solo una settimana…
Va bene così, era ora. E’ ora di cominciare a pensare all’avversario vero, alla Moratti o a chi per lei. A Milano che tornerà ad essere amministrata da noi, sulla scia di una tradizione riformista che molti hanno dimenticato. Mi piacerà essere il sindaco di questa Milano che si sveglia.

Mi ha colpito, ieri sera, l’incontro promosso da Libertà e Giustizia. Un teatro strapieno, ci saranno state 500 persone. Un confronto vero, perché ha ragione Sacerdoti quando dice che non è il momento di fare melina. Certo che non siamo nemici – per me non è un nemico nemmeno chi sta dall’altra parte, conosco solo avversari – ma in questa fase siamo contendenti e dev’essere chiaro quali sono le differenze tra di noi.  Sennò, come si fa a scegliere? La marmellata, adesso, non va bene. E’ appiccicosa.  Io penso – e i sondaggi lo confermano – di essere il candidato che ha più chance di battere il centrodestra. Per la mia storia personale, perchè non mi sono svegliato una mattina e ho deciso che volevo fare il sindaco, perché sono capace di parlare con tutti.  So che riporterò al voto i delusi e i disillusi; sono stati i loro messaggi – se ti candidi tu, torniamo a votare – a convincermi a buttarmi in questa avventura. E so – ce n’erano tantissimi, ieri sera, accanto a me – di aver fatto conoscere la passione politica ai giovani. So anche – l’applausometro lo ha confermato a tutti – che pure la Milano che ha affollato il Teatro Krizia – la chiamiamo borghesia illuminata? – apprezza il mio progetto.  Dunque, vado avanti con l’animo molto sereno. Con proposte serie. Con progetti inclusivi. Per essere quello che voglio: il sindaco di tutti.

Stasera torno alla Barona. Abbiamo chiamato l’incontro la città dei diritti. E vogliamo parlare di come è possibile realizzare la convenzione Onu sui diritti delle persone affette da disabilità. Discuteremo come fare perché la città garantisca a tutti autonomia. Perché l’autonomia è il primo passo della vera libertà. E la città che sogno è la città delle libertà.