Un altro modo è possibile. Mi sembra uno slogan multitasking, questo; ottimo per tante occasioni, il più azzeccato in questi tempi confusi. Buono per l’incontro di sabato, in piazza della Scala, nel quale donne e uomini diranno forte che non si riconoscono in quello che accade dalle parti di Arcore. E ottimo per quella di oggi, che ha visto i lavoratori, gli studenti, i cittadini sfilare insieme per le vie di Milano nella manifestazione organizzata dalla Fiom Cgil perché non si riconoscono in quello che accade dalle parti di Torino. In piazza San Babila ho voluto salutare gli amici che sfilavano per chiedere più democrazia nei luoghi di lavoro e nel Paese e l’ho fatto perché penso che il posto di un sindaco sia lì, in mezzo ai lavoratori, soprattutto quando i problemi sembrano così gravi da uccidere la speranza. Sono convinto che ogni mobilitazione che ha come finalità la democrazia e l’uscita dalla crisi, che mette in difficoltà molti lavoratori, sia un momento importante di sensibilizzazione della città e del Paese. Sono anche convinto, e voglio dirlo forte, che un altro modo è possibile.

Io non c’ero, perché ero a Milano, nella mia trincea di questi mesi, ma mi hanno raccontato di un incontro molto interessante che si è svolto ieri a Roma, padrona di casa Anima, un gruppo di lavoro interno all’Associazione Industriali. Era il primo di una serie di appuntamenti con imprenditori che hanno inventato forme innovative di welfare e che pensano che la responsabilità sociale d’impresa non sia una brutta parola. Hanno raccontato il caso Luxottica che ha inventato il carrello della spesa (l’azienda compra grandi quantitativi dalle catene commerciali e quindi i costi per il lavoratore, che poi va a comprare quei prodotti, sono più bassi); i libri di testo gratis per i figli dei dipendenti (perché la mobilità sociale è un problema serio e Leonardo Del Vecchio, che è cresciuto ai Martinitt eppure ha fondato Luxottica, lo ha provato sulla sua pelle); una assicurazione integrativa per la salute. Sono misure che vengono gestite in totale armonia con i sindacati e i risultati economici dell’ impresa , che ha una delle performance più interessanti dell’intero panorama italiano, sono positivi. Se serviva, è un’altra prova. Non dobbiamo abbassare la guardia, non dobbiamo farci travolgere dal pessimismo; non dobbiamo svendere i nostri diritti. Crediamoci: un altro modo è possibile.