Tutte le energie del mio staff sono puntate su sabato, sulla serata al Dal Verme per la presentazione del programma fatto dai cittadini per governare, con me sindaco, la città di Milano. Mi raccontano cose turche: la nostra sede di via Vigevano trasformata in un avamposto militare; schiere di volontari chiamati a raccolta per preparare il materiale; tonnellate di materiale, appunto, da distribuire a coloro che diventeranno, a partire da sabato, i miei ambasciatori in giro per la città. E’ il momento di arrivo di un progetto bellissimo: credo che mai sia stata fatta una cosa del genere. Le competenze dei cittadini al servizio della città e il tutto al servizio di un progetto comune. Una gara di generosità mai vista prima, un percorso di coinvolgimento dal basso che ha un solo, grandioso nome: democrazia.
Eppure, scusate, ma io adesso sono più preoccupato per domenica, non per sabato sera. Perché è domenica che mi aspetta quella che per me è la prova più impegnativa. Il Ligera di via Padova – un luogo che mi è molto caro perché è stato uno dei punti fermi della mia campagna per le primarie – è in prima linea, insieme al Comitato Pisapia sindaco per Milano della zona 2, in questa nostra corsa che finirà con la vittoria. Venerdì la serata si intitola <Con Giuliano Pisapia è tutta un’altra musica>. Poi però arriva domenica con l’iniziativa dal titolo <Una mazurca per Pisapia>. Suoneranno – repertorio tradizionale, valzer, tango, mazurca, liscio, revival anni ’60, ’70 e ’80 – Riccardo e la Nuova Epoca, l’ingresso è gratuito, i prezzi delle cosumazioni popolari, un euro per un bicchiere di spuma (che meraviglia: chi ci pensa più alla spuma?) e due per un bicchiere di vino. C’è una gara di ballo e la migliore coppia di ballerini vincerà un buono per una cena all’Enoteca Ligera. C’è anche, però, il fuori programma che mi terrorizza. Leggo: <Per le signore più fortunate un giro di valzer con Pisapia>. Un valzer con Pisapia? Come faccio, a dirlo, che io non lo so ballare, il valzer?