Ho pulito il mondo.  Domenica mattina, sono andato al Parco Lambro, a dare una mano a quelli di Legambiente che in tutta Italia avevano invaso i parchi con scope, palette, ramazze. Pettorina gialla, e via, a raccogliere porcherie buttate chissà perché in mezzo al verde. Non lo vedevo da un po’, Parco Lambro, ed è ancora un parco bellissimo. Buffo: sono passati più di trent’anni, eppure quando dici Parco Lambro, il collegamento che scatta è ancora con re Nudo, il festival della musica e della controcultura.

Adesso, nel Parco, ci sono altre realtà che di questi tempi sono forse più interessanti: alcune vecchie cascine recuperate per farne la casa di chi non ha casa; il luogo di incontro di chi non avrebbe dove incontrarsi. Sono stato nella Cascina della Casa di Carità di don Colmegna, e ho visto come persone emarginate – perché arrivano da lontano, perché sono malate, perché sono state tossicodipendenti – riescano, in quel luogo, con quei modi, a tornare a una vita normale. Ne ero già convinto, e lo sono sempre di più: si può chiedere, quando si dà. La strada per affrontare le emergenze non è quella di chiudere le porte, ma è quella di aprirle. La repressione, da sola, non porta da nessuna parte: bisogna costruire i progetti e bisogna realizzarli insieme.

Pranzo a casa, finalmente, con la benedizione di Slow Food: plin – che sono quei raviolini piemontesi fatti a mano – e tagliata comprati da Eataly. Che è davvero una grande invenzione.
Volevo andare a teatro e mi immaginavo il pomeriggio al Franco Parenti, dove l’associazione Usciamo dal silenzio ha messo in scena un progetto che sul diverso parlarsi tra uomini e donne, ma in questi giorni non sono più padrone del mio tempo. L’aspetto più faticoso di questa campagna per diventare il candidato sindaco è non solo che non c’è tregua, ma che spesso non c’è nemmeno scelta. Mi aspettavano al festival Liberamente, abbiamo parlato a lungo con gli altri candidati alle primarie davanti a una sala piena. Si è fatta mezzanotte, non sono riuscito a mangiare nemmeno una salamella, ma a organizzare un brindisi, sì:  è il compleanno di Giovanni, uno dei meravigliosi ragazzi che corrono con me questa avventura.
Auguri, Giovanni, da tutti noi.