Venerdì i sindaci della sinistra che vince, sabato la cultura. Sono proprio soddisfatto di come sta andando questa campagna elettorale. Incontro tante persone, tocco con mano tante situazioni, e poi ho incontri come quello che abbiamo intitolato Su al Nord, che è come andare a fare un master in scienza della politica. Si è capito da quello che faccio, che la politica spot, quella fatta sulle situazioni create per mandare una foto ai giornali, non è il mio stile. L’effimero non mi piace proprio, è qualcosa che mi è davvero lontano.
Piuttosto, di quello che ha detto il city manager di Torino Cesare Vaciago mi sono rimasti impressi quattro punti che vorrei condividere. Ha detto che per amministrare bene una città serve: 1)la pulizia; 2)la strategia; 3)non mollare il welfare; 4)fare il sindaco, non il city manager. Il discorso sulla pulizia mi ha molto colpito: lo avevo detto nel mio primo discorso, al Litta, quando mi sono presentato alla città. Avevo detto che le buche sulle strade non sono temi troppo piccoli (e la giustizia e la felicità non sono temi troppo grandi) e le sue parole mi rafforzano in questa convinzione. Anch’io credo che più una città è bella, più merita rispetto e viene rispettata. E anch’io credo che il sindaco debba scegliere, non gestire direttamente. Il sindaco deve continuare a parlare con la gente, non deve perdere il contatto con la sua città; e scegliere i tecnici più competenti per ogni settore. Se penso che la Moratti in quattro anni è andata in consiglio comunale due volte e che per vedere il Corvetto ci è andata travestita e accompagnata dal figlio, rabbrividisco. E non vedo l’ora che si facciano le elezioni. Pisapia – Moratti, sarà un bel match