Se dovessi fare una graduatoria farei davvero fatica a dire quale andrebbe sul podio. Parlo delle mie giornate, degli incontri che faccio, delle persone che incontro, delle iniziative alle quali partecipo.

Un mondo che si disvela, un’atmosfera che credevo svanita, un entusiasmo e una disponibilità a mettersi in gioco che sono la vera ricchezza della nostra città.

Oggi, se dovessi dirlo adesso, è stata una delle giornate più belle della mia lunga campagna elettorale. Oggi c’è stato il battesimo di Milano Civica X Pisapia sindaco. Giardino del circolo della stampa in fiore, foto dei 48 candidati con me in mezzo tutti sorridenti, aria nuova e pulita in tutti i sensi.

La Milano civica che si è schierata al mio fianco. Persone che non avevano mai fatto politica e che stavolta hanno deciso di farlo perché insieme possiamo vincere. 27 donne, 21 uomini; 3 giovani, tra loro un liceale (che ieri non c’era: certo, era sui banchi del suo Berchet); 7 manager, 5 giornalisti, 6 liberi professionisti, 2 professori universitari, 3 nuovi italiani, un vecchio partigiano, uno chef, un’impiegata…
Quarantotto cittadini comuni che hanno deciso di metterci la faccia, di prestare il loro tempo, di dedicare le loro capacità al nostro progetto.

Sono fiero ed entusiasta della lista: entusiasta perchè ho sempre voluto una lista così che mi appoggiasse già dal primo turno, fiero perchè, per volontà stessa dei candidati, non vi è nessun capolista e l’unica discriminante è che le donne sono più in alto degli uomini. Mi hanno fatto venire in mente quelle meravigliose pubblicità di Toscani, quelle degli united colors, con tutto il mondo in un quadretto.
Di ognuno di loro vi racconterò di più, prima devo conoscerli bene io.

Oggi so solo che devo ringraziarli per quest’ennesima prova di vitalità di Milano che hanno dato.
Voglio ringraziare Franco D’Alfonso, che ha avuto la capacità di metterli insieme, e di tradurre in un progetto concreto quello che è sempre stato il mio intendimento: puntare alla partecipazione, far tornare la politica una questione che riguarda tutti, accorciare le distanze tra chi governa e chi è governato. Franco è sicuro che da qui, da questo serbatorio della società, arriveranno i 20mila voti che ci servono per vincere al primo turno. E insieme a lui lo sono i padri nobili di questa operazione: Guido Aghina, presidente della lista civica e il primo presidente della Regione lombardia, Piero Bassetti. L’obiettivo, hanno detto, è chiamare il 51 per cento della città a cambiare.
Mi sembra un obiettivo fantastico. E anche possibile.