Questa ve la devo proprio raccontare: eravamo in via Pergolesi, al quartiere generale delle primarie, a una riunione politica. Con me c’erano tutti i segretari dei partiti che si metteranno insieme per strappare Milano all’incantesimo che da diciassette anni la vede prigioniera del centrodestra, quando, sulla porta, appare un giovane uomo. Siamo sotto Natale, nelle case c’è il giro delle benedizioni, con i parroci che vanno a salutare i parrocchiani. Ma noi, lì, ci abbiamo messo un po’ a capire che il giovane uomo era un sacerdote nell’esercizio delle sue funzioni. Ha fatto quello che doveva. E, anche quando gli è stato detto che io ero in candidato del sindaco del centrosinistra, ha fatto quello per cui era venuto: ci ha benedetti. Con questa formula: <Benedico questa casa e benedico alla vittoria>.

Ragazzi, non vi preoccupate più. Con un viatico così, vinceremo di certo.

E vinceremo anche perché stiamo lavorando duro: la nostra Officina, il luogo dove elaboreremo il programma, raccogliendo in un unico progetto le idee migliori dei quatttro candidati alle primarie, sta per partire. Non è poco. Non abbiamo dormito, in questo mese. I lavori sono in corso.