Che giornata! Saranno state le undici e mezza della sera quando, finito di parlare e di rispondere alle domande dei cittadini all’incontro organizzato all’Arci Olmi in zona 7, un gruppo di ragazzi mi si avvicina. Mi chiedono se posso andare a vedere la radio del quartiere, la loro radio, dove lavorano con entusiasmo e con passione. A titolo gratuito, naturalmente. Perché no? Accetto l’invito e insieme a loro e ad altri cittadini scendiamo le scale e ci infiliamo in un seminterrato adibito a studio radiofonico. Un computer, le cuffie e i microfoni danno vita a Shareradio.it VOCI DI BAGGIO. Trasmettono un’ ora alla settimana in streaming, mi spiegano. Questa esperienza fa parte di un progetto sociale, finanziato dalla Fondazione Cariplo, che ha lo scopo di aggregare i giovani attorno ad attività sul territorio.
Mi guardo intorno e in quello spazio riconosco lo sforzo e la volontà di questi giovani di essere parte della loro città, pur vivendo in un quartiere periferico, di dare sfogo alla loro creatività. Sono stanco ma molto felice. Questo è l’emblema di come sarà Milano quando saremo a Palazzo Marino. Mentre faccio queste riflessioni, mi ritrovo con le cuffie alle orecchie pronto per registrare una puntata speciale da mandare in onda. Mi sento quasi sotto esame…e in effetti, a ogni risposta alle loro domande su cultura, alloggi, trasporto pubblico e bike sharing, ricevo dei voti…fortunatamente per me molto buoni. Con un grande in bocca al lupo che in chiusura di trasmissione i miei ospiti mi rivolgono, concludo in bellezza e con tanto entusiasmo un’altra di queste pienissime giornate di campagna elettorale.

A Baggio ero arrivato intorno alle 18. In programnma c’era una visita alla zona e l’incontro con i sindacati degli inquilini delle case di via Nikolajevka; più tardi, alle 21, era fissato l’appuntamento al Circolo Arci Olmi di via degli Ulivi. Ma ieri si vede che era la mia giornata fortunata. Normalmente, in serate come queste, mentre saltabecco da un posto all’altro, salto il pasto e ormai ci sono così abituato che non sento nemmeno i morsi della fame.  Invece ieri Gabriella e Giuseppe mi hanno voluto a cena a casa loro. E che cena! Pasta al pomodoro e basilico, punta di vitello al forno con le patate, costolette di agnello con gli aromi. Perfino – ma da quanto non mi capita una super cena come questa? – formaggi e macedonia. Sulla tavola la tovaglia a quadri rossi e un buon bicchiere di vino. Gabriella, che lavora all’asilo di via Pier Capponi, e Giuseppe, che è impiegato alla Bnl, mi hanno raccontato delle loro giornate, come fossimo tra vecchi amici. Solo, ho dovuto concentrare tutto in mezz’ora perché lì a due passi, all’Arci, mi stavano aspettando. E che soddisfazione quando quasi tutti (meno cinque, li ho contati!) hanno abbandonato la tivù per venire nel salone a parlare con me.  Se hanno abbandonato la partita vuol proprio dire che la dittatura della tv sta per finire… presto Milano tornerà a vivere di vita propria, non solo di quella riflessa sullo schermo.